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Il miglior giallo d’esordio – Premio L’Unità, Giallo Digitale

Una sostituzione di cadavere al Museo Egizio, un feticcio incomprensibile e i sotterranei di Torino. A pochi giorni dall’esposizione della Sindone il commissario Andrea Castelli si ritrova per le mani un’indagine che nessuno prende sul serio, un brutto scherzo che assomiglia a una crepa. La crepa che annuncia il crollo di una diga. E, mentre il suo cuore è diviso tra un transessuale brasiliano e una timida assistente, inizia la sua corsa contro il tempo. Sullo sfondo di una Torino solare e sotterranea insieme, tra sequestri di persona e antiche superstizioni, si snoda una vicenda ambigua, inafferrabile, in cui verità e menzogna si confondono e dove l’amore diventa l’unico rimedio possibile. Ma irraggiungibile.

tutto il villaggio lo sapraLA PRIMA INDAGINE DI ANDREA CASTELLI
Tutto il villaggio lo saprà esce nel 2012 per Lineadaria editore e vince il premio indetto dal quotidiano L’Unità Giallo Digitale come miglior giallo d’esordio.

Un’aria primaverile, già tiepida ma ancora pungente, faceva volare qualche foglia sul lastricato mentre la luce obliqua del sole tagliava di netto lo spazio in zone d’ombra e chiarore abbagliante. La bianca facciata del Palazzo Reale divenne ipnotica nella sua accecante lucentezza. I pinnacoli dorati del cancello si incendiavano di barbagli sfarzosi. Le finestre invece erano cieche, inghiottite dalla penombra interna, che gorgogliava come dal fondo di un pozzo notturno. La bellezza e l’armonia architettonica diventavano quasi terribili in quel sovrapporsi di bianco e nero, assoluti e precisi come lame che squarciavano il peccato dalla santità.  Pensò che la verità, se fosse esistita, si sarebbe dovuta cercare proprio lì. Nel luogo in cui luce e ombra sono separate da una voragine impercettibile e atomi confusi vagano alla ricerca di un’identità. In quel purgatorio minimo.”

***

Il lavoro fu più lungo del previsto e rimontarono in macchina che erano le dieci passate.
“Bella serata, eh?” disse Giordano mentre si accendeva una Camel light.
“Non ci abbiamo cavato un ragno dal buco, tanto per usare una frase originale.” rispose Castelli mentre gli scroccava una sigaretta. Anche se aveva il pacchetto mezzo pieno in tasca non resisteva a fumarsi le sue.
“Andrea, ma a te vendono le sigarette che finiscono nel momento esatto in cui mi incontri?”
“No, è che penso alla tua salute. Te le fumo io così ne fumi meno tu.”
“Appunto.”
“Comunque qualcosa almeno l’abbiamo capita, stasera. Chi ha eseguito lo scambio si è introdotto nella ‘Tomba di ignoti’ dall’uscita di sicurezza del museo che conduce direttamente alla sala. L’uscita non era controllata perché il padiglione è in ristrutturazione, il percorso del Papa non prevede la visita di quell’ala del museo e quindi non era stato ritenuto necessario il controllo di quella sezione. E questo ci dice almeno due cose.”
“Che, per prima cosa, dobbiamo mettere in sicurezza anche quel passaggio. Sulla seconda illuminami”
“È piuttosto semplice. Il nostro uomo conosce molto bene il museo. Tanto da sapere che quell’uscita era libera e le telecamere erano spente. Inoltre una porta di sicurezza si apre solo dall’interno. Quindi la domanda è: come ha fatto a entrare?”

***

Cominciamo a conoscerlo, l’autore che tra poco avremo in libreria con la sua nuova indagine, questa volta sugli scaffali PIEMME.

Fabio Girelli nasce a Biella nel 1980, è laureato in lettere moderne con dottorato in geografia linguistica. Successivamente insegna italiano a Bogotá e contribuisce a fondare Torinoir .
Nei prossimi giorni racconteremo altro delle sue avventure letterarie.

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